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2016 Comuni Ricicloni

Finalmente un cambio di passo, anche se purtroppo un pò tardi, quando ormai giunti a non poterne fare a meno. La Regione Campania da qualche mese ha infatti avviato l’aggiornamento del Piano sui Rifiuti Urbani (PRGRU) approvato nel 2012 con una proposta che sembra decisamente più coerente con i principi e le disposizioni sovraordinati declinati dalle direttive comunitarie e dalle norme nazionali in materia di rifiuti. L’auspicio è indubbiamente che ciò possa costituire l’avvio al definitivo epilogo della vicenda dell’emergenza rifiuti in Campania che oramai da circa un ventennio rappresenta l’emblema del fallimento dell’azione di troppe amministrazioni e amministratori pubblici, statali, regionali e locali, che si sono ostinati a cercare di percorrere “vie traverse” quando la “via maestra” era più che mai delineata. Un fallimento che ha aggiunto al danno la be?a, in quanto per i cittadini campani oltre ai maggiori costi economici, sociali ed ambientali derivanti dalla gestione “dissennata” dei rifiuti del passato si è aggiunto il gravame della sentenza della Corte di Giustizia Europea che il 16 luglio 2015 ha condannato l’Italia, e per essa la Campania, al pagamento alla Commissione Europea di 20 milioni di euro forfettari, per coprire P il periodo fino al momento della sentenza, e 120 mila euro per ogni giorno di inadempienza al rispetto della Direttiva Comunitaria sui Rifiuti non avendo adottato “tutte le misure necessarie per assicurare che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza recare pregiudizio all’ambiente e, in particolare, non avendo creato una rete adeguata ed integrata di impianti di smaltimento”. Tuttavia, nonostante il cambio di passo, ancora un “ma” incombe sulla vicenda rifiuti campana e riguarda un capitolo particolare, quello delle cosiddette ecoballe stoccate in vari siti regionali per circa 5,5 milioni di tonnellate, anch’esse nel novero delle motivazioni determinanti l’azione sanzionatoria della Corte di Giustizia Europea. Al riguardo, insieme alla adozione dell’aggiornamento del PRGRU la Regione ha approvato un aggiornamento del Piano Straordinario di Interventi per lo smaltimento delle Ecoballe che evidenzia nette incoerenze con i principi e le disposizioni sovraordinati ed è stato escluso dalla procedura di valutazione ambientale. Senza entrare nel merito delle criticità, viene da chiedersi: per evitare di incappare in nuovi incidenti di percorso perché non adottare il più corretto e coerente percorso di formazione e valutazione del piano straordinario così come fatto per l’aggiornamento del PRGRU?! Sarebbe un paradosso che l’azione della Regione volta a risolvere un problema di inadempienza alla normativa comunitaria presentasse tutte le condizioni per determinare altre inadempienze! Se invece guardiamo l’altra faccia della medaglia, quella della Campania che, nonostante le difficoltà e l’ostruzionismo per conseguire una corretta gestione dei rifiuti, ostinatamente si è data da fare per fare bene, tanto da risultare la regione più virtuosa dell’intero mezzogiorno e con performances migliori anche di regioni del Centro Nord, con questa edizione di Comuni Ricicloni 2016 emergono nuovi ottimi conseguimenti. Con la XII edizione di Comuni Ricicloni viene presentato come consuetudine il lavoro meritorio svolto da un’ampia e crescente schiera di amministrazioni locali, i cui risultati conseguiti nella raccolta differenziata hanno concorso al perseguimento della corretta gestione di rifiuti in Campania. All’ indagine hanno risposto ben 523 comuni pari al 95% del totale dei comuni (550), corrispondenti in termini di popolazione a circa il 99% del totale regionale. Nel Dossier 2016 vengono definiti “ricicloni” tutti i comuni che hanno raggiunto e superato la percentuale di raccolta differenziata del 65%, mentre per stabilire la classifica generale e la premiazione è stato adottato come consuetudine un metodo di valutazione che tiene conto oltre che della percentuale di raccolta differenziata raggiunta dai comuni nel 2015, anche della valutazione delle Buone pratiche adottate dagli stessi. Dalla somma dei due indicatori è fatto derivare l’indice IPAC (Indice di prestazione ambientale del comune) che definisce la graduatoria finale. I comuni che hanno risposto in modo dettagliato al questionario in modo da definire l’indice IPAC sono stati 217 su 550. Nel dettaglio per il 2015 il numero di comuni che hanno raggiunto e superato la soglia del 65% di RD come previsto dalla legge è salito a 199 per una copertura totale di 1.110.261 abitanti. I Comuni diventano ben 345 se si considera la quota del 55% di RD. Dal 2014 al 2015 i Comuni che hanno superato il 65% di RD sono passati da 166 a 199 . Risultati che fanno la Campania di gran lunga, con il suo 49,13 % di raccolta differenziata la più virtuosa in tale campo, dell’intero mezzogiorno e con performances migliori anche di regioni del Centro Nord.