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2014 Comuni Ricicloni

Mentre incombono le procedure di infrazioni comunitarie per il mancato rispetto delle norme sulle discariche e sulla gestione dei rifiuti e nonostante i ritardi nella realizzazione degli impianti di trattamento della frazione organica col decennale di Comuni Ricicloni Campania emerge con nettezza il progressivo incremento della raccolta differenziata, con un’impennata significativa negli ultimi anni. La Campania è giunta a percentuali superiori alla media nazionale, grazie all’impegno di tanti piccoli comuni, ma anche dei medi e degli stessi capoluoghi di provincia. Molti comuni medi (al di sopra dei 50000 ab.) soprattutto nella popolosa provincia di Napoli, pur non avendo raggiunto ancora il 50%, stanno in breve tempo raddoppiando le loro percentuali. Purtroppo, fa ancora eccezione il Comune di Napoli che stenta a migliorare la propria performance, nonostante i tentativi di centrare il modello organizzativo ormai consolidato del porta a porta. A fronte del quadro positivo delineato per la Campania, si registra il perdurare di scelte da parte sia del governo centrale che di quello regionale che appaiono del tutto incoerenti: sembra proprio che ai decisori pubblici manchi una “adeguata conoscenza del contesto/settore” e dei dati ufficiali disponibili in merito. Nonostante la questione dei “rifiuti accumulati per strada” che ha imperversato in diverse città campane abbia lasciato il passo sui media a quella, pur sempre in qualche modo correlata, della “Terra dei Fuochi”, i problemi rimangono ancora paradossalmente irrisolti. Tant’è che la Commissione Europea nel giugno 2013 ha presentato un secondo ricorso alla Corte di Giustizia Europea contro la Repubblica Italiana per la mancata adozione di misure efficaci a garantire l’attuazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani (PRGRU) in tempi ragionevoli. In particolare, utilizzando i dati ufficiali, cioè prodotti esclusivamente da pubbliche amministrazioni, si rileva la necessità di iniziative istituzionali che vadano in tutt’altra direzione. Infatti, sulla base degli attuali livelli di produzione e di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e della consistenza dell’impiantistica operativa, la regione Campania consegue una percentuale di raccolta differenziata superiore alla media nazionale, si attesta tra le prime regioni d’Italia come capacità di trattamento termico dei rifiuti (inceneritori), mentre denota una estrema carenza in termini di impiantistica per il trattamento della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti, aspetto questo che penalizza (per i costi determinati dal trasporto fuori regione) le tante amministrazioni locali virtuose che sono impegnate a conseguire elevati livelli di raccolta differenziata come Comuni Ricicloni e la possibilità di creare nuova occupazione. A fronte di ciò, appare incomprensibile ed illogico l’accanimento delle Istituzioni nel voler realizzare ulteriore impiantistica per l’incenerimento e di contro rivelare un celato disimpegno nella realizzazione della utile e necessaria impiantistica per il trattamento della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata. Con l’attuale livello di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani abbiamo il paradosso che da un lato risulta mancare il rifiuto (frazione secca tritovagliata – FST) per garantire il funzionamento a regime dell’impiantistica per l’incenerimento oggi operativa sul territorio (inceneritore di Acerra), dall’altro non si fa nulla per gestire il reale problema, rappresentato dalla collocazione della frazione organica “impura” (frazione umida tritovagliata – FUT) proveniente dagli stabilimenti per il trattamento della frazione indifferenziata (STIR), materiale che non presenta le caratteristiche per essere utilmente incenerito, ma che potrebbe essere notevolmente ridimensionato incrementando (come nonostante le difficoltà derivanti dai maggiori costi di fatto sta avvenendo) la percentuale di raccolta differenziata della frazione organica, dando finalmente slancio alla realizzazione dell’impiantistica “giusta” dedicata (impianti di trattamento aerobico-anaerobico). Altro paradosso, risiede nella formula dell’appalto in concessione adottata per la realizzazione di nuovi inceneritori che, prevedendo da parte dell’amministrazione concedente la garanzia di conferire per un ventennio 300.000 t/anno di rifiuti solidi urbani da trattare, lascia sconcertati: per evitare penali si dovrebbero diminuire gli attuali livelli di raccolta differenziata e per 20 anni! Pertanto, risulta incomprensibile e preoccupante che i decisori pubblici da un lato promuovano la realizzazione di una ulteriore capacità di incenerimento quando è evidente non serva e dall’altro non si attivino per la realizzazione degli impianti per il trattamento della frazione organica proveniente dalla RD, unica via per risolvere i problemi e bloccare l’incombente procedura di infrazione comunitaria. Riguardo all’impiantistica per il trattamento della frazione organica dei rifiuti raccolti in maniera differenziata, il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani (PRGRU), posto l’obiettivo di una raccolta differenziata al 50%, ha previsto una quantità di frazione organica proveniente da RD pari a 560.000 t/anno. Allo stato la capacità di trattamento si attesta su poco più di 50.000 t/anno, meno di un decimo di quanto necessario, ma soprattutto risulta che anche la capacità di trattamento prevista nel PRGRU nella realtà non corrisponde a quanto necessario in quanto a fronte della produzione di 560.000 t/anno erano stati previsti impianti per sole 344.500 t/anno con un deficit di capacità di trattamento nell’ipotesi venissero realizzati tutti gli impianti previsti di ben 215.500 t/anno In Campania la priorità assoluta si riconferma risiedere nella realizzazione dell’impiantistica deputata al trattamento della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata. A ciò si aggiunge il perdurante problema dello smaltimento degli oltre 6 milioni di ecoballe. L’ipotesi di realizzare uno specifico inceneritore a Giugliano per il loro trattamento è in pratica “da rispedire al mittente”, mancando una seria valutazione comparativa tra alternative e dei costi benefici. In questo quadro di perduranti ritardi e disorganicità e soprattutto ad avvalorare il nostro “NO” deciso a scelte impiantistiche anacronistiche, orientate al massimo incenerimento, con l’iniziativa Comuni Ricicloni intendiamo anche quest’anno evidenziare il lavoro svolto da un’ampia e crescente schiera di amministrazioni locali, i cui risultati conseguiti nella raccolta differenziata e non solo, nonostante le condizioni avverse, dimostrano che la corretta gestione di rifiuti in Campania non è una chimera. Sono definiti comuni ricicloni 2014 tutte quelle amministrazioni che hanno raggiunto la percentuale del 65% (come richiesto dalla normativa vigente), mentre per stabilire la classifica generale e la premiazione dei comuni è stato definito un metodo di valutazione, che tiene conto della percentuale di raccolta differenziata raggiunta dai comuni nel 2013 e della valutazione delle Buone pratiche adottate dagli stessi. Dalla somma dei due indicatori è fatto derivare l’indice IPAC (Indice di prestazione ambientale del comune) che stabilisce la graduatoria finale. I comuni che hanno risposto al questionario necessario per definire l’indice IPAC sono stati 210 su 550. I comuni che non hanno fornito i dati non compaiono nella classifica finale, lo diciamo con estremo dispiacere (ciò non esclude che molti di loro possano aver conseguito alte percentuali di RD). Il dato più significativo registrato per il 2013 è l’incremento di misura del numero di comuni, ben 143, che hanno raggiunto e superato la soglia del 65% di RD, come previsto dalla legge. Comuni che diventano ben 230 (oltre il 65% del totale) se consideriamo la quota del 55% di RD. Dal 2012 al 2013, inoltre, i Comuni che superano il 65% di RD passano da 83 a 143 , quelli che superano il 60% da 133 a 184 , quelli che superano il 55% da 180 a 230 . Altro dato significativo registrato nel 2013 è il livello di incremento avutosi in alcuni comuni in un solo anno con punte anche del 55%. Incrementi significativi (intorno al 20%) si registrano anche in comuni che pur non raggiungendo ancora la quota del 50% dimostrano di aver finalmente imboccato la strada giusta. Nel decennale di Comuni Ricicloni questi risultati dimostrano che insistere sulla strada della raccolta differenziata, stimolando e supportando le amministrazioni locali e sensibilizzando i cittadini è stata una scelta vincente. Esiste un Campania Riciclona, radicata, che si consolida in quantità e qualità. Non sono eccezioni, non sono amministrazioni eroiche. Sono ormai l’ordinarietà della nostra regione, e la dimostrazione concreta che se si lavora con continuità, condivisione e corresponsabilità i risultati arrivano. E’ questa la strada giusta. Percorriamola insieme, con passo fermo e deciso. Il prossimo, importante, obiettivo è quello della prevenzione della produzione di rifiuti, complesso ed affascinante, come tutte le sfide che abbiamo accettato in questi anni.