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2011 Comuni Ricicloni

La settima edizione di “Comuni Ricicloni”, cade in una fase di calma “apparente” dell’emergenza rifiuti. – All’inizio dell’anno, dopo alcuni mesi di lotte intense dei comitati di Terzigno contro la costruzione della seconda discarica sul Vesuvio, di Giugliano contro l’uso illegale del sito di Taverna del Re e delle popolazioni del Formicoso, finalmente la legge n° 1 del 24 gennaio 2011 ha stabilito, tra l’altro, l’annullamento di 3 discariche dall’elenco di quelle previste: Terzigno (Na) (cava Vitiello), Serre-Sa (valle della Masseria) e Andretta (Av) (Formicoso).

Oggi, la capacità residua delle 5 discariche funzionanti è di circa 500.000 tonn., equivalente a pochi mesi di autonomia.
Ciò dimostra che la crisi è strutturale. L’ultima emergenza estiva si è risolta dopo 5 ordinanze del presidente della giunta regionale Caldoro. In esse ha imposto alle province di Avellino, Benevento e Caserta di ricevere i rifiuti di Napoli e dintorni. È di questi giorni la sentenza del TAR del Lazio che ha dato ragione alle province che avevano presentato ricorso.
Caldoro non poteva emettere le ordinanze senza aver prima verificato la possibilità di smaltire i rifiuti di Napoli sul proprio territorio provinciale. Alcuni mesi fa è tornata in Campania la commissione europea sulle petizioni, per sbloccare i 150 milioni di euro bloccati. Avendo riscontrato la mancata soluzione del problema ha provveduto alla messa in mora del’Italia.
Se la situazione resterà tale sarà difficile per essa erogare i finanziamenti.
Eppure la L. n° 26 del 26/02/10 aveva stabilito la cessazione dell’emergenza rifiuti in Campania alla data del 31/12/09, dopo 15 anni. Legambiente da anni, nei “rapporti Ecomafia”, condanna il traffico illecito di rifiuti speciali tossici e nocivi, provenienti dal Nord e smaltiti illegalmente nei territori del casertano e del napoletano. È una montagna enorme di rifuti che quotidianamente appestano i nostri territori (la terra dei fuochi, il triangolo della morte).

La vicenda dei rifiuti solidi urbani, seppure molto importante, rappresenta poca cosa rispetto a questo fenomeno gestito per intero dalla camorra con la complicità delle istituzioni e degli imprenditori del nord.
Il tentativo negli ultimi anni di far partire il sistema di controllo sul trasporto e smaltimento illecito dei rifuti tossici e nocivi (SISTRI) è stato pieno di ostacoli, infatti è stato prima abrogato con il del Decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138 e poi ripreso nel decreto n. 188 sempre del 13 agosto 2011.
Il Sistri, se non ci saranno ulteriori intoppi, entrerà in vigore a partire dal 9 febbraio 2012.
La logica basata su discariche e inceneritori non regge. Il paradosso è che con l’assenza sul territorio regionale di impianti di compostaggio ai comuni non conviene economicamente fare la raccolta differenziata; sono presenti 6 solo 2 piccoli impianti da 6.000 t/a a Teora (AV) e Molinara (BN).
L’inaugurazione dell’impianto di compostaggio di Salerno, il bando per un impianto di digestione anaerobica dei rifiuti umidi presso lo Stir di Tufino e quello preannunciato per Giuliano, nonché la delibera programmatica per il completamento degli impianti di compostaggio di Giffoni Valle Piana, Eboli e San Tammaro se attuati darebbero, anche se insufficienti, un aiuto alla risoluzione del problema.
Purtroppo, nel 2010 i “Comuni Ricicloni” sono stati penalizzati avendo dovuto pagare per smaltire l’umido circa 200 euro a tonnellata, a fronte di 90 euro speso per l’indifferenziato. Nonostante ciò, le buone pratiche dei cittadini, volute da amministrazioni che rappresentano la Campania migliore, confermano sempre di più che la Raccolta Differenziata è possibile. Sono 154 i Comuni che hanno superato la soglia del 50% di Raccolta Differenziata nel 2010. Siamo ad un punto di svolta, dopo Salerno, Avellino, Benevento, Caserta, anche Napoli, in tutta la città, deve adottare il sistema della raccolta differenziata secco-umido, porta a porta.
L’obiettivo di raggiungere il 40% di raccolta differenziata entro il 2010, ormai è svanito, figuriamoci il 50% entro il 31.12.2011.

Bisogna assolutamente costruire impianti aerobici ed anaerobici, già programmati per intercettare la frazione di umido raccolta e da raccogliere. Bisogna puntare a costruire impianti con una capacità di smaltimento di circa 800.000 t/a di umido, altro che le irrisorie 42.000 tonn.
Gli ex impianti di CdR, attualmente chiamati STIR, vanno ammodernati e riconvertiti in TMB (trattamento meccanico biologico). La loro capacità, man mano che la raccolta differenziata aumenterà, sarà superiore alle necessità.
Il quantitativo, che a valle di una raccolta differenziata spinta secco-umido, necessiterebbe di una soluzione finale è di circa 600.000 t/a, pari alla capacità dell’inceneritore di Acerra.
Altri inceneritori non servono. È inutile e dannoso costruire altri inceneritori, vanificherebbero la raccolta differenziata.
Una soluzione vera per le “ecoballe” ancora non si intravede, nonostante l’accordo, siglato il 25/03/10 tra la regione Campania e i comuni di Villa Literno e Giugliano
. Il commissariato, nella relazione finale, ha stimato in 8 milioni di tonn. “mummificate” le ecoballe presenti sul territorio campano.

La riscossione della Tarsu e della Tia, dopo le rivendicazioni dei comuni è rimasta per tutto il 2011 a loro carico, dopo saranno le province a riscuoterle.
Secondo la Corte dei Conti, 16 anni di commissariamento hanno prodotto siti inquinati, emergenze sanitarie, multe da pagare e spreco di 2 miliardi di euro.
Legambiente, nel ribadire che il problema resta lo smaltimento illecito dei rifiuti tossici e nocivi e la bonifica non procrastinabile di ampi territori della nostra regione, ritiene indispensabile la riduzione della produzione dei rifiuti, la costruzione degli impianti di compostaggio, accompagnate da una raccolta differenziata spinta, eliminando imballaggi inutili, riducendo i beni usa e getta, adottando il sistema secco – umido, porta a porta, in tutti i comuni della regione, applicando puntualmente la tariffa, premiando i cittadini virtuosi.
Legambiente ritiene che solo riacquistando fiducia nei cittadini, bonificando i territori contaminati sui quali vivono, lo slogan “Voler Bene alla Campania”, che pur tanti citano a ogni pie’ sospinto, non resterà tale ma testimonierà un reale e profondo cambiamento.
La regione Campania, le province, i comuni, i cittadini devono attuare una svolta decisiva, Legambiente farà come sempre la sua parte.
Comuni Ricicloni è da sempre non una fotografa dell’esistente ma uno stimolo a fare e fare bene.