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2007 Comuni Ricicloni

La presentazione della terza edizione dei Comuni Ricicloni in Campania, cade in una fase molto delicata dell’emergenza rifiuti: il 31 dicembre scade, ancora una volta, il termine dei poteri commissariali, mentre è alla porte la “penultima emergenza”. Questa iniziativa assume un duplice significato. Da un lato, premiare quei comuni che hanno raggiunto la soglia del 35% di raccolta differenziata, prevista dalla normativa vigente, pur essendo in emergenza da 13 anni. Dall’altro, lanciare un monito ed un invito alle istituzioni regionali, provinciali e comunali a fare di più, visto i risultati irrisori di ancora troppi comuni campani.

Il lavoro di ricerca e di analisi, é basato sui dati dell’ARPAC e dell’Osservatorio Rifiuti della Provincia di Salerno riferiti al 2006. Purtroppo mancando ancora un’omogenizzazione dei dati a livello regionale e provinciale, non si è riusciti ad utilizzare il parametro dell’indice di gestione, così come avviene nell’edizione nazionale dei Comuni Ricicloni, che avrebbe garantito una lettura completa della situazione. Auspichiamo che, già a partire dal prossimo anno, la Regione possa dotarsi di uno strumento unico ed affidabile per l´acquisizione dei dati, indispensabile per l’analisi dei flussi, per il monitoraggio e il controllo del territorio. Un vero e proprio sistema informatico regionale che, tra l’altro, diminuirebbe le probabilità di errore.

Oggi la nostra Regione raggiunge una quota di poco superiore al 13% di raccolta differenziata drammaticamente lontana da quella prevista dalla legge. Tuttavia sono 145 i Comuni che superano la soglia minima del 35% e molti quelli vicini a raggiungerla. Il Comune vincitore, quest’anno è Atena Lucana in provincia di Salerno e la sua percentuale fa invidia a molti Comuni virtuosi del Nord Italia. Ciò nonostante siamo consapevoli di quanto resta ancora da fare. Le grandi città, in primis, Napoli, Caserta, Avellino e Benevento sono in notevole ritardo contribuendo così al perdurare della emergenza ..Salerno, dopo la stipula del protocollo di intesa con il CONAI, è pronta a partire con un sistema di raccolta differenziata spinta.

Intanto, la Regione Campania, dopo una attesa di anni, si è dotata di una legge organica: la n° 4 del 28/3/2007, la quale vede nella riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata secco – umido, porta a porta e l’applicazione della tariffa, gli obiettivi principali da raggiungere. Il piano proposto dal commissariato, purtroppo, non risponde per intero alle nostre aspettative. La prospettata “provincializzazione” della gestione rifiuti deve spingere le Province ad una pianificazione territoriale oculata e partecipata pena la possibilità di ritrovarsi impianti inutili e dannosi per il territorio. Spesso si è alla ricerca esasperata della tecnologia che di colpo possa trasformare i rifiuti in qualcos’altro: è una vana illusione! Occorre partire dalle pratiche semplici che già esistono e che vanno adattate alle caratteristiche del nostro territorio. Occorre penalizzare economicamente i comuni che non raggiungono percentuali elevate di raccolta differenziata, mediante l’introduzione di ecotasse in modo che i cittadini sappiano con chiarezza chi sono i responsabili della cattiva gestione. La Regione, recentemente ha premiato molti dei Comuni Ricicloni prevedendo una corsia preferenziale per il finanziamento di loro progetti, rafforzando così l’idea che riciclare conviene. Legambiente Campania da parte sua, vuole ribadire un messaggio chiaro e forte, fatto proprio dal commissariato di Governo l’obiettivo 50% di raccolta differenziata entro il 2010 non solo è necessario ma possibile. Introduzione Comuni Ricicloni 2007 8 introduzione

Ma per fare ciò è imprescindibile dotare la Regione Campania di un piano strategico che, a differenza di quello presentato dal commissario, preveda, in particolare, la realizzazione di:
• almeno 20 tra impianti di compostaggio e digestori anaerobici, aventi la capacità di trattare per intero le 900.000 tonnellate di organico prodotte, da cui ottenere compost di qualità e biogas;
• discariche di servizio per sovvalli provenienti dagli impianti di ex CDR;
• un piano di formazione per i dipendenti degli Enti (Comuni, Province, Consorzi, Comunità Montane, ecc.) riguardante gli aspetti amministrativi e tecnici della gestione rifiuti. Il lungo commissariamento ha, di fatto, vanificato competenze e conoscenze che sono fondamentali per il “ruolo di indirizzo e controllo” degli enti territoriali.

Con una buona raccolta differenziata anche gli impianti ex CDR funzionerebbero bene, producendo davvero un combustibile da rifiuti da bruciare nel costruendo inceneritore di Acerra. Altri inceneritori non sono necessari, anzi rappresenterebbero un ostacolo allo sviluppo delle raccolte differenziate.

Insomma nella realtà, la soluzione per uscire da questa perenne emergenza esiste, ed è quella per cui Legambiente si batte da tempo: estendere a tutto il territorio campano, cominciando da Napoli, l’esperienza dei “Comuni Ricicloni”; completare l’impiantistica regionale realizzando innanzitutto numerosi siti per il compostaggio;chiudere con i 13 anni di commissariamento che hanno deresponsabilizzato la politica nazionale, regionale e locale. Per questo continuiamo a dire che insieme al ciclo integrato dei rifiuti bisogna ripristinare il ciclo integrato delle responsabilità. E che l’assunzione di responsabilità sia possibile e produttiva di buoni risultati lo dimostrano proprio i tanti comuni premiati da Legambiente, in questa edizione dei “Comuni Ricicloni”.